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Nanni Loy |
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Nanni (Giovanni) Loy è nato a Cagliari
il 23 ottobre del 1925 da una famiglia aristocratica (Loy-Donà
delle Rose il padre, Sanjust la madre). Adolescente, segue la famiglia
a Roma dove il padre, noto avvocato cagliaritano, si trasferisce per
ragioni di lavoro. Completa gli studi classici e dietro la pressione
dei genitori si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza - dove
si laurea con una tesi in Filosofia del diritto - rinunciando allo studio
della filosofia di cui era appassionato. Del 1982 è il film Testa o croce
seguito dalla commedia nera Mi manda Picone (1983), unanimemente
apprezzata dalla critica e dal pubblico. Per realizzare Scugnizzi
(1988), Loy dovrà nuovamente scendere a patti coi produttori
e firmare il sequel Amici miei atto III (1985). Per la TV realizza i
film Gioco di società (1989) tratto da un racconto di
Sciascia e A che punto è la notte (1992) dal romanzo di
Fruttero e Lucentini. La sua carriera cinematografica si conclude con
un'opera ancora dedicata a Napoli Pacco, doppio pacco e contropaccotto
(1993), nata come programma televisivo in due puntate. ( Da pengo.it)
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Oltre che regista, sceneggiatore, autore
di programmi televisivi e opere teatrali, Nanni Loy è ricordato
presso il grande pubblico come sensibile interprete per il cinema e
la TV. Recita al fianco di Totò in Le belle famiglie (1964)
di Gregoretti e con Bernard Blier in Laisse aller... c'est une valse
(1971) di Lautner. È protagonista di Lettera aperta a un giornale
della sera (1970) di Maselli e, nello stesso anno, del Marcovaldo
televisivo di Bennati tratto dai racconti di Italo Calvino. |
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Ancora Sordi in "Detenuto in attesa di giudizio" che Nanni Loy dirige nel 1971 |
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Detenuto in attesa di giudizio (1971) Il geometra Giuseppe Di Noi conduce una vita tranquilla e ricca di soddisfazioni. Ha una bella moglie, due splendidi bambini, un lavoro che va a gonfie vele. Trasferitosi in Svezia, decide, dopo vari anni, di tornare in Italia, per una vacanza. Alla frontiera, al momento del controllo dei passaporti, viene arrestato senza apparente motivo e sballottato da un carcere all'altro, su è giù per la penisola. L'accusa, successivamente ne verrà messo al corrente, è di omicidio colposo preterintenzionale. Il crollo di una costruzione da lui progettata, prima di emigrare, avrebbe ucciso un tedesco. Dopo un'odissea che lo vedrà subire umiliazioni a non finire, il pover'uomo verrà considerato estraneo alla catastrofe e rimesso in libertà. Atmosfera da incubo per un'altra grande interpretazione del nostro "Albertone". |
| Dalla rete | |||||
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Il marito (1958) Alberto Sordi è un modesto perito edile che, alle soglie del boom economico, cerca di barcamenarsi come può tra debiti e clienti insolventi. Letteralmente oppresso da moglie, suocera e cognata, sarà costretto a cambiare mestiere ma anche ad assumere una diversa concezione del rapporto coniugale. |
| In libreria | ||
| Vittorio
Franceschi Scacco pazzo Marsilio pp. 100 Lire 20.000 |
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"Antonio, le fidanzate vogliono stare allegre. Io e Elisabetta ridevamo sempre. Ogni risata aveva un colore. Quando ridevamo giallo tutti si voltavano e ridevano con noi. Quando ridevamo rosso tutti abbassavano gli occhi perche il riso rosso è un po' spinto e la gente si vergogna. Una volta ho riso ciclamino, è stato quando mi sono finto fiorellino per fare la corte a Elisabetta. Lei mi disse: «Come hai fatto? Riprova un pò , ... » E io ridevo ciclamino e lei non ci riusciva! Rideva bianco, rideva blu ma non riusciva a ridere ciclamino..." Da quest'opera di Franceschi Nanni Loy ha diretto la sua prima pièce teatrale nel 1991.
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