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Nanni Loy
 

Nanni Loy durante una trasmissione radio

Nanni (Giovanni) Loy è nato a Cagliari il 23 ottobre del 1925 da una famiglia aristocratica (Loy-Donà delle Rose il padre, Sanjust la madre). Adolescente, segue la famiglia a Roma dove il padre, noto avvocato cagliaritano, si trasferisce per ragioni di lavoro. Completa gli studi classici e dietro la pressione dei genitori si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza - dove si laurea con una tesi in Filosofia del diritto - rinunciando allo studio della filosofia di cui era appassionato.
Contemporaneamente, e in segreto, frequenta il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Sollecitato da Luigi Zampa inizia il suo lunghissimo apprendistato cinematografico in veste di documentarista e aiuto regista a fianco, tra gli altri, dello stesso Zampa, di Goffredo Alessandrini, Augusto Genina, Gian Gaspare Napolitano e Gianni Puccini. Proprio con Puccini nasce un'intesa particolare: con lui firmerà i suoi primi lungometraggi, Parola di ladro (1957) e Il marito (1958). Il suo esordio, da solo, alla regia è con L'audace colpo dei soliti ignoti (1959) sequel de I soliti ignoti di Monicelli. La realizzazione di questo film è una condizione posta dal produttore Cristaldi per poter girare il successivo Un giorno da leoni (1961) che ha un buon successo di critica e apre la strada al successivo Le quattro giornate di Napoli (1962) dove il regista torna, con toni epici, ad affrontare il tema della Resistenza. Il film ha la candidatura all'Oscar e scatena un dibattito controverso in Italia e all'estero. Sulla scia del successo viene proposto a Loy un contratto miliardario a Hollywood che rifiuta per continuare a lavorare in Italia.
 Nel 1964 approda alla TV col programma Specchio segreto, una reinvenzione della Candid camera americana che avrà tante nuove edizioni. Nel frattempo realizza ancora per il cinema Made in Italy (1965) e l'autobiografico Il padre di famiglia (1967). Dopo la parentesi bellica di Rosolino Paternò soldato (1970) Nanni Loy torna a far discutere con Detenuto in attesa di giudizio (1971) ispirato all'inchiesta televisiva "Verso il carcere" di Emilio Sanna. Con Sistemo l'America e torno (1974) realizza il suo primo film all'estero. Seguono tre film a episodi: Signore e signori, buonanotte (1976), firmato collettivamente da una nutrita schiera di registi e sceneggiatori; Basta che non si sappia in giro (1976), episodio Macchina d'amore; Quelle strane occasioni (1976) episodio Italian Superman lasciato anonimo. Un momento di impasse brillantemente superato con Cafè express (1979). Negli stessi anni torna alla TV con Viaggio in seconda classe (1977), popolarissimo programma realizzato sulla scia di Specchio segreto.

Del 1982 è il film Testa o croce seguito dalla commedia nera Mi manda Picone (1983), unanimemente apprezzata dalla critica e dal pubblico. Per realizzare Scugnizzi (1988), Loy dovrà nuovamente scendere a patti coi produttori e firmare il sequel Amici miei atto III (1985). Per la TV realizza i film Gioco di società (1989) tratto da un racconto di Sciascia e A che punto è la notte (1992) dal romanzo di Fruttero e Lucentini. La sua carriera cinematografica si conclude con un'opera ancora dedicata a Napoli Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1993), nata come programma televisivo in due puntate.
A partire dal '91 esordisce come autore teatrale mettendo in scena Scacco pazzo di Vittorio Franceschi; L'ultimo degli amanti focosi (1991) di Neil Simon e Crimini del cuore (1992) di Beth Henley.
Muore il 19 agosto del '95 mentre lavora alla realizzazione del suo primo film "sardo", tratto dal romanzo di Salvatore Mannuzzu Procedura.

( Da pengo.it)

Alberto Sordi ne "Il marito", film diretto da Nanny Loy nel 1958.

 
La pernacchia di Sordi (audio wav)

Oltre che regista, sceneggiatore, autore di programmi televisivi e opere teatrali, Nanni Loy è ricordato presso il grande pubblico come sensibile interprete per il cinema e la TV. Recita al fianco di Totò in Le belle famiglie (1964) di Gregoretti e con Bernard Blier in Laisse aller... c'est une valse (1971) di Lautner. È protagonista di Lettera aperta a un giornale della sera (1970) di Maselli e, nello stesso anno, del Marcovaldo televisivo di Bennati tratto dai racconti di Italo Calvino.
Assieme all'impegno artistico Nanni Loy ha svolto un'intensa attività politica e sindacale. Esponente di rilievo dell'ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), se ne dissocia per fondare prima l'AACI (Associazione Autori Cinematografici Italiani) e poi Cinema Democratico che rappresenta tutte le categorie di lavoratori del cinema. Sarà anche eletto nel 1980 consigliere regionale del Lazio per il Partito Comunista Italiano.



Ancora Sordi in "Detenuto in attesa di giudizio" che Nanni Loy dirige nel 1971
 

Detenuto in attesa di giudizio (1971)

Il geometra Giuseppe Di Noi conduce una vita tranquilla e ricca di soddisfazioni. Ha una bella moglie, due splendidi bambini, un lavoro che va a gonfie vele. Trasferitosi in Svezia, decide, dopo vari anni, di tornare in Italia, per una vacanza. Alla frontiera, al momento del controllo dei passaporti, viene arrestato senza apparente motivo e   sballottato da un carcere all'altro, su è giù per la penisola. L'accusa, successivamente ne verrà messo al corrente, è di omicidio colposo preterintenzionale. Il crollo di una costruzione da lui progettata, prima di emigrare, avrebbe ucciso un tedesco. Dopo un'odissea che lo vedrà subire umiliazioni a non finire, il pover'uomo verrà considerato estraneo alla catastrofe e rimesso in libertà. Atmosfera da incubo per un'altra grande interpretazione del nostro "Albertone".


Dalla rete  

Nanni Loy, un regista fattapposta. Il sito italiano interamente dedicato alla figura umana e artistica del grande regista sardo
dove è reperibile tra l'altro una filmografia completa e dettagliata.

Una scheda su "Il marito", diretto da Nanni Loy e interpretato da Alberto Sordi nel 1958.

"Dietro la macchina da presa" (prima e seconda parte), un eccezionale saggio di Nanny Loy su come e perché si fa un film.

Un nobile dal cuore comunista, un ricordo del regista sardo firmato da Giuseppe Podda.

La tv che ci ha cambiato, uno scritto di Enrico Vaime sulla televisione di Nanni Loy.

Così sul treno nacque "Cafè Express": un divertente ricordo di Bruno Gambaraotta dall'Unità del 22 agosto 1995.

Filmografia

Parola di ladro1957
Il marito1958
Audace colpo dei soliti ignoti 1959
Un giorno da leoni 1961
Le quattro giornate di Napoli 1962
Made in Italy 1965
Il padre di famglia 1967
Rosolino Paternò, soldato 1970
Detenuto in attesa di giudizio 1971
Sistemo l'America e torno 1974
Signore e signori buonanotte 1976
Quelle strane occasioni 1976
Basta che non si sappia in giro 1976
Cafè Express 1980
Testa o croce 1980
Mi manda Picone 1983
Amici miei atto terzo 1985
Scugnizzi 1989
Pacco, doppio pacco e contropaccotto 1992

Il marito (1958)

Alberto Sordi è un modesto perito edile che, alle soglie del boom economico, cerca di barcamenarsi come può tra debiti e clienti insolventi. Letteralmente oppresso da moglie, suocera e cognata, sarà costretto a cambiare mestiere ma anche ad assumere una diversa concezione del rapporto coniugale.

  In libreria
Vittorio Franceschi
Scacco pazzo
Marsilio
pp. 100 Lire 20.000

"Antonio, le fidanzate vogliono stare allegre. Io e Elisabetta ridevamo sempre. Ogni risata aveva un colore. Quando ridevamo giallo tutti si voltavano e ridevano con noi. Quando ridevamo rosso tutti abbassavano gli occhi perche il riso rosso è un po' spinto e la gente si vergogna. Una volta ho riso ciclamino, è stato quando mi sono finto fiorellino per fare la corte a Elisabetta. Lei mi disse: «Come hai fatto? Riprova un pò , ... » E io ridevo ciclamino e lei non ci riusciva! Rideva bianco, rideva blu ma non riusciva a ridere ciclamino..." Da quest'opera di Franceschi Nanni Loy ha diretto la sua prima pièce teatrale nel 1991.

 

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