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Mariella Bettarini - Gabriella Maleti
Nursia (1988-1991)

Gazebo

pp.114 Lire 20.000

 

Le autrici

Mariella Bettarini è nata nel 1942 a Firenze, dove vive e lavora. Ha insegnato per venticinque anni nelle scuole elementari.
Dagli anni Sessanta collabora a giornali e riviste con scritti di critica letteraria e sui rapporti tra cultura e società. Dal 1973 al '93 ha diretto il quadrimestrale di poesia "Salvo imprevisti" ed attualmente dirige "L'area di Broca", semestrale di letteratura e conoscenza. Dal 1984 cura, con Gabriella Maleti, le Edizioni Gazebo. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue.

Tra i suoi ultimi lavori: Asimmetria (1994), Il silenzio scritto ( 1995), Zia Vera-infanzia (1996), Case - luoghi - la parola (1998), Per mano d'un Guillotin qualunque (1998), L'armonioso dissenso (1999), Haiku di maggio (1999), Lettera a un fagiano mai nato (con G Maleti e M. Pagnini, 1999), L'albero che faceva l'uva (2000)

 

Gabriella Maleti è nata a Marano sul Panaro (Modena) nel 1942.
Ha vissuto molti anni a Milano ed ora risiede a Firenze. E' fotografa e autrice di video.

Dal 1983 è stata redattrice della rivista "Salvo imprevisti" ed attualmente lo è de "L'area di Broca". Dal 1984 cura, con Mariella Bettarini, le Edizioni Gazebo.

Ha pubblicato poesie e racconti su varie riviste letterarie. E' presente in molte antologie di poesia italiana contemporanea.

Tra i suoi ultimi lavori: Morta famiglia (1991), Amari esili (1995), Fotografia (1999).

 


Il testo di copertina

Questa volta è una citta con molti sobri palazzi, molte chiese, mura a cingerla, porte d'ingresso (e d'uscita): antiche e - spesso - solenni. ma, ancora una volta, l'umbra città è un luogo di pietre, talora persino campestre, rustico (un po' Lazio, un po' Abruzzo, ci pare), impregnato d'umori montani, di sentori di selvatici armenti; mosso da un nugolo di terremoti a rendere dubitosi palazzi e absidi, cornicioni e sagrati, mura, porte. (...)
E la bambina malata, il fabbro, la vecchia di via Anicia, il cane, la gallina, l'albicocco, la solenne luce di Norcia ci hanno - ancora una volta - entrambe accompagnato lungo un percorso che (all'apparenza esteriore a noi, a noi estraneo) è, in realtà ciò che di più intimo, interno si possa, andando e restando, trovare, se trovare e trovarsi sono (come sono) sinonimi.

Dal libro
 

maleti

XXXIV

Manovrato a mezzo giro il corpo
come un'ostrega di imbarcadero

ecco (alle spalle il Santo)

palazzo Bucchi-Corazzini

e i serpentelli avvinti affissi

come impietriti giacciono

senza rendere quel pomo ben

serrato in lor fauci

(dìcesi pomo proibito e tu

l'interpelli: proibito?)

poi ti addebbiti luce, un sospiro

e trotto trotto ti seguo nella scia.


bettarini

XIII

E' proprio il rosone di Francesco passato
che scruta chi fugevole bussa

e chi s'interna dal gotico (dici bocca)

per medicamentose cure ed affanni

e c'è chi via via si spella

di colpa su colpa scontata

restando ignudato (come me)

come fosse quella brulla spoglia

quel pruno nel fosso gennaio

tra il bosso.

 



In libreria

Gabriella Maleti, Amari asili, Loggia de' Lanzi, pp. 216, Lire 20.000

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