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Luigi Prestinenza Puglisi

Silenziose avanguardie
Una storia dell'architettura 1976-2001
Testo & Immagine
pp. 230, ill., Lire 28.000

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Luigi Prestinenza Puglisi
Silenziose avanguardie
 

 

 

  "Non abbiamo ancora trovato uno spazio che rifletta l'idea di vita dell'età elettronica"
 
Toyo Ito


L'autore

Luigi Prestinenza Puglisi (Catania 1956), critico di architettura, scrive per "Domus", "L'Architettura", "Il Progetto", "Costruire", e la rivista elettronica "Arch'it". Per la collana Universale di Architettura, di cui coordina le sezioni "Scritti" e "Grandi eventi", ha pubblicato Rem Koolhaas. Trasparenze metropolitane e HyperArchitettura. Spazi nell'età dell'elettronica; per la collana Controsegni ha scritto This is Tomorrow. Avanguardie e architettura contemporanea. Insegna Teorie e tecniche della progettazione architettonica alla facoltà di Architettura di Siracusa.



Il testo di copertina

Multisensorialità, consapevolezza contestuale, decostruzione ed articolazione dei linguaggi, assunzione di codici provenienti da altre discipline e culture, centralità dei corpo nello spazio, tensione verso opere aperte sono prospettive emergenti della ricerca architettonica contemporanea. Riferimenti sono innanzitutto le avanguardie storiche: Duchamp, suprematisrno, costruttivismo, futurisrno. Vi è poi la rielaborazione delle problematiche emerse negli anni Sessanta - contestazione dei principi dei Movimento Moderno, architettura radicale, crisi dei linguaggi, rifiuto dei comportamenti consolidati - già indagate dall'autore nel precedente This is Tomorrow, di cui Silenziose avanguardie costituisce il proseguimento. Ma soprattutto vi è un legame fortissimo con le ricerche della seconda metà degli anni Settanta e degli anni Ottanta, quando si dissolvono i miti positivistici dei primo Novecento, si perfeziona il passaggio dalla società meccanica a quella elettronica e maturano giovani talenti: Koolhaas, Tschumi, Hadid, Libeskind, lto, Nouvel, mentre altri, più anziani, quali Gehry, Eisenman, Coop Himmelb(I)au, vivono una nuova stagione creativa. Si acquistano in modo definitivo due consapevolezze. Che l'architettura è mediazione, interrelazione fra uomo e ambiente esterno, spazio individuato dallo scambio e dalla manipolazione dei dati, che avviene a tutti i livelli, non solo visivo. Che vi è stretta attinenza tra pensiero e architettura, perché quest'ultima può concretamente essere la dimensione attraverso cui il pensiero si proietta nello spazio, riflettendosi e ritrovandosi nella chiarezza di un'immagine.



 
F. O. Gerry, Museo Guggenheim, 1997. Esterni

 



Dal libro

3. ARCHITECTURE IS NOW

3.1 Uscire dal lutto

"Il lavoro del lutto è finito. Non è il caso di ricominciarlo." Con queste parole il filosofo francese Jean-François Lyotard, nel 1979, con un anno di anticipo, chiude gli anni Settanta e inizia gli Ottanta. Sappiamo bene, afferma, quali siano i problemi del nostro tempo: tra questi il fallimento delle grandi utopie; la rinuncia della filosofia alle sue funzioni di legittimazione e la conseguente crisi del concetto di verità; i troppi linguaggi specialistici fra loro intraducibili; l'assenza di un metalinguaggio di valore universale; la trasformaziohe dei sapienti in scienziati gestori di mansioni specializzate. Ma tutto questo, afferma Lyotard, lo sapevamo già da oltre cinquant'anni. Come dimostrano Robert Musil, Karl Kraus, Hugo von Hofmannsthal, Adolf Loos, Arnold Schoenberg, Hernann Broch, Ernst Mach e Ludwig Wittgenstein. Quindi è inutile lamentarsi e vivere nel cinismo del disincanto e della disperazione. Occorre accettare la nostra condizione. Ed elaborare modelli per orientarsi in un sistema senza centro, fatto di flussi comunicativi in cui il soggetto, come un nodo all'interno della rete, riceve impulsi per ritrasmetterne altri. Pazienza se non gli è dato comprendere la forma, l'estensione e la dimensione dell'intero sistema. Se non può ridurre a unità tutti i linguaggi ricevuti. Gli rimane, in ogni caso, la libertà di dissenso. Che, in quanto nodo locale della rete, può esplicare rielaborando in forma non prevedibile le informazioni ricevute o alterandone le maglie con l'introduzione di nuove regole del gioco. E questa la strategia della "mossa del cavallo ", cioè del comportamento inaspettato che ci apre nuovi scenari. E che, modificando il tessuto delle relazioni, permette al sistema di riassestarsi su un nuovo e più interessante livello di equilibrio.

Nessuna illusione rivoluzionaria. Le teorie dei socialista Lyotard, che abbiamo appena riassunto, appaiono in uno studio su commissione, sulle potenzialità e le prospettive dei sapere contemporaneo, destinato al governo dei Québec. Nonostante sia passata una decina d'anni, siamo lontani dalle filosofie critiche di personaggi alla Herbert Marcuse o alla Wilhelm Reich che, nel Sessantotto, elaboravano pensieri altri per fondare la società degli uguali. E anche dal pensiero adialettico dei ragazzi del'77, che vedono nella crisi metropolitana la giustificazione per un atteggiamento rizomatico, individualista, disincantato e di opposizione. (...)

(pp. 121-4. Continua)

 



Dalla rete

Tutto il testo online di Silenziose Avanguardie nel sito di architettura.it

This is tomorrow è il testo online del saggio di Prestinenza Puglisi che ha preceduto, anche logicamente, "Silenziose avanguardie".

Lo spazio e Linguaggio e storia sono dei seminari virtuali di Prestinenza Puglisi.

Un ricordo di Bruno Zevi scritto da Luigi Prestinenza Puglisi.

Sempre in Architettura.it una pagina che contiene una selezione dei siti dei più importanti architetti e studi del mondo, italiani compresi.



  In libreria

Luigi Prestinenza Puglisi
This is tomorrow
Avanguardie e architettura contemporanea
Testo & Immagine
Lire 14.000







Luigi Prestinenza Puglisi, Rem Koolhaas. Trasparenze metropolitane, Testo & Immagine, pp. 96, Lire 14.000
 


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