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Giulia Niccolai

Esoterico biliardo
Archinto
pp. 176
€ 12,39 Lire 24.000

 

 

 

 

 

 

 

"Tre semplici ricette: 'La poesia è ipotesi', affermazione che ho sentito pronunciare da Giampiero Neri; poeta è colui che 'impara a guardare il passare del tempo', Maxence Fermine in Neige; e '...ma che senso avrebbe mai lo scrivere, se non ci fosse dietro la volontà di attingere il vero?', Herman Hesse ne La cura."

 
Giulia Niccolai


L'autrice

Giulia Niccolai, nata a Milano nel 1934, ha fatto parte del Gruppo 63 e ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo breve Il grande angolo, e nell'81 la raccolta Harry's bar e altre poesie (1969-1980).
Il suo ultimo volume Frisbees - Poesie da lanciare (Campanotto, 1994), ha vinto il premio Feronia per la poesia nel 1995. Agli inizi degli anni Settanta ha fondato con Adriano spatola la rivista di poesia "Tam tam" e con lui ha diretto l'omonima collana di poesia sperimentale.



Il testo di copertina

"Esoterico", dunque segreto, per lo meno parzialmente celato e comunque sorprendente, perché mosso da una propria logica particolare, in un certo senso simile a quella necessaria per risolvere i rebus. E "biliardo", inteso come geometria: del tavolo da gioco, delle calcolate traiettorie tra biglie e sponde ("amate sponde"), e di meditate carambole. Esoterico biliardo per l'affinità all'esprit de géometrie di coincidenze e di epifanie del nostro vissuto, quando, tra spazio e tempo, pieno e vuoto, riusciamo a intravvedere un'osmosi incessante.
Così anche il tono memorialistico dei tredici capitoli che compongono Esoterico biliardo, oltre a ricordare brevemnente certi episodi di un lontano passato dell'autrice e, più approfonditamente , determinati personaggi dell'ambiente letterario degli anni Sessanta e Settanta, nonchè il tono saggistico quando esamina una serie di testi di Gertrude Stein, Giorgio manganelli, adriano Spatola e Corrado Costa, hanno principalmente lo scopo di individuare ed evidenziare l'affinità tra le leggi della matematica e quelle del caso, cioè di ribaltare il significato della dinamica degli eventi da casuale in causale.



L'incipit

Le prove (2 Frisbees, 1989)

1

Da diversi anni ormai, tutte le volte che esco con i cani per le loro passeggiate quotidiane, porto con me dei vecchi giornali per poter raccattare e poi buttare in un cestino i loro escrementi. Mi sono sentita in dovere di prendere questa decisione a causa delle occhiate di negozianti e portinai che a volte guardavano passare me e i due cani con espressione torva e sospettosa, mentre ora al contrario ci salutano molto cordialmente. L'iniziativa dunque, per quanto sgradevole, ha avuto un certo successo e sono così riuscita a evitare un po' di quell'attrito che rende la vita quotidiana così simile alla carta vetrata.
Col tempo ho potuto anche accumulare una certa casistica relativa alle reazioni dei passanti. La signora che arriccia il naso e dice: che schifo! Il signore che sentenzia: è così che si deve fare, ecc.
Quella calda e deserta mattina di agosto mi trovavo in via Verga diretta ai giardinetti, quando Lennie al centro del marciapiede comincia ad assumere quella classica e goffa posizione ingobbita dei cani prima di fare i loro bisogni. Da parte mia estraggo un giornale dalla borsa di plastica, lo apro per poterne sfilare due fogli e come sempre mi inchino e raccatto. A operazione conclusa sento un sonorissimo BRAVA! Mi guardo attorno ma non scorgo anima viva, alzo la testa verso le finestre delle case ma anche li, nessuno. Non capendo da dove potesse essere venuta la voce, rimango interdetta col mio cartoccio in mano chiedendomi se non avessi per caso avuto un'allucinazione uditiva. BRAVA! Non più presa alla sprovvista, questa seconda volta ne identifico la provenienza: la voce viene da lì, da quel pertugio rettangolare nel basamento della casa. La voce proviene da una cantina.
Ricapitolando: agosto in città, una strada deserta, un cane fa i suoi bisogni, una donna li raccatta, un uomo da una cantina le dice brava!
Mai come in quel momento ho capito Samuel Beckett. (Continua)

 


 

Una poesia

Nel sonno
in sogno (ma è sogno?)
ragionamenti (ma sono ragionamenti?)
calcoli (?)
del subconscio.
Come immagine
quella di lunghe rette
che collegano tra loro
punti nello spazio.
Ed è il fatto
di saper collegare questi punti
(questi concetti?)
distanti apparentemente estranei tra loro
che mi riempie nel sonno
di profondissima quiete.


Giulia Niccolai, da "FRISBEES (Poesie da lanciare)"
Campanotto Editore, Udine 1994

 

Dalla rete

Nel sito di Italia donna una scheda con notizie biografiche su Giulia Niccolai.

Un ipertesto tutto per Niccolai nell'interessante spazio web che si occupa di Poesia di ricerca in Italia. Vi si potranno leggere la biografia dell'autrice, una dichiarazione di intenti poetici e alcuni estratti a esemplificazione della sua idea di scrittura (Da "Frisbees").

Due anni per Giulia Niccolai è una nota critica di di Elio Grasso sull'arte della scrittrice (in Vico Acitillo 124 Poetry Wave), di cui si possono avere altri saggi in questo sito digilander (Illuminazioni Web).



  In libreria

Luisa Ricaldone
(a cura di)

Incontri di poesia.

Mariella Bettarini, Paola Mastrocola, Giulia Niccolai si interrogano su genere e scrittura
Trauben
pp. 117, Lire 15.000

 

Si può parlare di poesia al femminile? In quali termini? Con quali vantaggi e con quali limitazioni? Questo il tema su cui sono intervenute Paola Mastrocola, Giulia Niccolai e Mariella Bettarini durante tre incontri che hanno avuto luogo tra il marzo e il maggio 1999 nella Sala Lauree della Facoltà di Lettere dell'Università di Torino e che si sono conclusi con un quarto appuntamento, durante il quale Barbara Lanati e Luisa Ricaldone, affiancate da alcune colleghe, hanno sollecitato il dibattito con il pubblico. Affrontata ed elusa, la domanda ha svolto la funzione di suscitare ulteriori interrogativi e di suggerire piste di avvicinamento al tema. I punti di vista emersi sono risultati diversi tra loro e sono presentati in questo libro (Internet Bookshop Italia)



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