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Traduzione dall'inglese di Ivan Cotroneo
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| "Se hai talento l'hai preso da te. Non dimenticarlo. Puoi ereditare una vecchia cravatta ma non un dono". |
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Hanif Kureishi, "Il dono di Gabriel"
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L'autore |
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Il testo di copertina
"Nessuno sapeva, neanche ora, come questo potere o questa capacità nascessero o funzionassero. Come l'amore non potevano essere forzate, imbottigliate, trasferite o analizzate" E' possibile non farsi travolgere e schiacciare quando tutto intorno a te crolla miseramente? Gabriel ha quindici anni, e deve crescere in fretta. Quando i suoi genitori, due reduci degli anni '70 delusi dalla vita in maniera diversa ma ugualmente bruciante, si separano, Gabriel scopre di possedere un particolare 'dono': gli oggetti e le fantasie che disegna sul suo taccuino segreto diventano magicamente reali. E, proprio dal suo mondo fantastico, arriverà la salvezza tanto sperata...
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L'incipit Capitolo primo “Scuola. Come andata oggi?”
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Una recensione
Il dono di Gabriel, nel romanzo di Kureishi, può essere sia un certo oggetto che il ragazzino quindicenne riceve in regalo, sia il talento dello stesso Gabriel per l’arte (il disegno, forse nel futuro il cinema), ma più particolarmente per la vita: infatti malgrado tutte le incertezze e la paure di chi la vita non l’ha ancora affrontata e quindi non sa veramente cosa aspettarsi, Gabriel possiede una personalità dotata di una saggezza innata così profonda, che alla fine in qualche modo riesce a imporsi sulle cose e a far sì che si concludano nel modo migliore. (Da "La Stampa" del 22 settembre 2001) |
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Dalla rete Una recensione di Antonella Monti a "Il dono di Gabriel" nel sito Flash giovani. Un'intervista a Hanif Kureishi a cura del Cafè letterario di Alice. Genitori e figli, mariti e mogli sono al centro dei "romanzi più interessanti, provocatori e attuali di questi mesi", sostiene Famiglia Cristiana in questa pagina online che offre una recentissima intervista all'autore anglo-pakistano. Se siete interessati a conoscere meglio la figura di Hanif Kureishi, cliccate sulla Emma che railibro.lacab.it gli ha dedicato e, ancora, riguardate la ricca scheda su Mezzanotte tutto il giorno, in ispecie la sezione "Dalla rete". Nel sito della Rizzoli libri la recensione al "Dono di Gabriel" di Stefano Pistolini comparsa su "L'Unità" (formato pdf). E ora, all'estero. Passaggio d'obbligo nel sito ufficiale di Hanif Kureishi. Degno di visita soprattutto per la sezione dove si leggono alcune delle sue "short stories", compreso il racconto lungo "Goodbye Mother" appena pubblicato in italiano (vd. In libreria). In inglese, naturalmente. Nel sito del "Lettore compulsivo" (The compulsive reader) una buona recensione a Gabriel's Gift scritta da Maggie Ball (in inglese). Ancora una recensione nella lingua del romanzo per il britannico e progressista "The Guardian". Data 3 marzo 2001. La velocità della traduzione italiana testimonia della popolarità di Kureishi. |
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Hanif Kureishi |
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Un giornalista è alle prese con la crisi del suo matrimonio e con una moglie decisa a partire per la Thailandia alla scoperta di sé. La lenta ricerca dell'uomo avrà invece inizio in un cimitero, dove si è recato con la madre per visitare la lapide di suo padre. Da quel momento Harry inizia a ripercorrere la propria esistenza, pensando ai tanti sbagli mai confessati, ai rimpianti e al forte rimorso per non essere mai riuscito a dimostrare al padre tutto il suo affetto.
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| Hanif Kureishi Il Budda delle periferie Bompiani pp. 398, Lire 32.000 |
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"Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno". Comincia così "Il Budda delle periferie", romanzo con il quale Hanif Kureishi esordiva nella narrativa nel 1990, dopo aver scritto le sceneggiature di "My Beautiful Laundrette" (per la quale ricevette una nomination al Premio Oscar), di "Sammy and Rosie Get Laid", e dopo avere scritto e diretto "London Kills me". Accolto con grande favore dalla sua prima pubblicazione, vincitore del Whitbread Prize come miglior romanzo, tradotto in venti lingue e adattato in una versione televisiva per la BBC, "Il Budda delle periferie" è assurto negli anni al rango di vero e proprio libro cult. Divertente, toccante e straordinariamente felice, il romanzo di esordio dell'autore di "nell'intimità", qui presentato in una nuova traduzione, è un racconto di formazione nel senso più pieno della parola, che narra le peripezie sentimentali e le avventure di vita di Karim, adolescente metà inglese e metà indiano nella periferia londinese degli anni Settanta. Un mondo esplosivo in cui il sesso, le droghe, la ricerca esistenziale e la guerriglia di strada si incontrano e si scontrano a incroci improbabili e sorprendenti.
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