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Cucina ligure
 


 
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Sergio Spina
La cucina ligure
 

Sulla cucina ligure ci sono almeno due luoghi comuni da sfatare: la sua pretesa povertà e la credenza che la vuole soprattutto marinara. Nulla di più falso riguardo alla povertà: la cucina ligure è ricca, fornitissima di ingredienti e di sapori e, non di rado, anche molto laboriosa e costosa. Per quanto riguarda il pesce, basta guardare le ricette della tradizione: questo alimento vi compare molto più di rado di quanto ci si potrebbe aspettare da una terra tutta affacciata sul mare e, quand'anche esso è presente, è così elaborato e arricchito di sapori da risultare, al palato, quasi irriconoscibile. Il fatto è che i genovesi e i liguri, gente di mare più per necessità che per vocazione, hanno amato sopra ogni altra cosa la loro casa, la loro terra con i piccoli orti soleggiati e ossigenati dall'aria marina, dove crescevano ogni specie di ortaggi teneri e gustosi e le piante aromatiche più varie e profumate. Quegli stessi ingredienti che compaiono in tutta la cucina ligure, rendendola unica e inconfondibile.

(dal sito del Comune di Genova)


 


 
 
La farinata
di Maurizio Maggiani

Se volgo lo sguardo oltre le mie spalle a constatare ciò che nella mia vita ho seminato, se mi soffermo a contemplare la qualità e la  vastità di ciò che per strada ho lasciato perché testimoniasse del mio passaggio. Ecco, se mi dovessi incaponire - dio non voglia - in un resumé della mia vita e volessi seguire a ritroso le tracce che mi possano ricondurre a un'identità e da lì a un incípit. Se volessi, tale e quale Pollicino, levarmi dall'impaccio della selva oscura della mia mezza età e ritrovare la strada di casa, dovrei, voltandomi, abbassare lo sguardo. Troverò allora - lo so - un largo sentiero di carte unte, lembi di carta da macello, moccichini di carta spessa e porosa, madida dell'olio e dell'oliaccio di tutte le farinate della mia vita lunga e tormentata.
Onestamente, il farmi di farinata a ogni ora di qualsivoglia appetito, in piedi, arrembato al muro di un localaccio torrido di farinatoio, seduto accanto alle cataste di legna per il forno, con la cartata in mano e il bicchiere di bianco stretto tra le ginocchia, appoggiato a un piano di marmo scheggiato, dove una passata di straccio basta e avanza per lo sguardo torvo e orbo di una qualche vecchiaccia dall'anima lorda facente le funzioni di personale di sala - ah!, ah! - solo questo esercizio di ganascia e di gastro, ahimè, può definire una qualche mia coerenza di vita, un impegno senza sbandamenti e ripensamenti. (continua)
 

 

 

Zimino di ceci (4 persone)
250 gr. di ceci secchi; bicarbonato di sodio; 10 foglie di bietole; una carota piccola; una costa di sedano; mezza cipolla; uno spicchio d'aglio; un ciuffo di prezzemolo; olio extravergine d'oliva; vino bianco secco; conserva di pomodoro; 200 gr. di ditali rigate o crostini di pane casereccio; parmigiano grattugiato; sale; pepe nero.

Porre a bagno, per una notte, i ceci in acqua tiepida con un cucchiaino di bicarbonato. Lessarli poi a fuoco lento in acqua salata per circa 2 ore. Tritare tutti i sapori e farli rosolare in una padella con un po' d'olio e le bietole tagliate a listarelle. Quando saranno appassiti bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco: lasciar evaporare, quindi unire un cucchiaio di conserva diluita con un po' d'acqua. Lasciar cuocere per circa 15 minuti, poi aggiungere lt. 1,5 d'acqua calda e i ceci scolati. Portare a bollore e lasciar cuocere per circa mezz'ora, quindi gettare la pasta.
A cottura ultimata servire con parmigiano grattugiato, un po' d'olio e pepe macinato al momento. La pasta potrà essere sostituita da crostini insaporiti con uno spicchio d'aglio sfregato in superficie.

Stoccafisso e "Bacilli" (4 persone)
800 gr. di stoccafisso già bagnato; 250 gr. di "Bacilli" (piccole fave secche); 2 limoni; uno spicchio d'aglio; olio extravergine d'olio; sale; pepe nero.

Mettere le fave a bagno, per una notte, in acqua tiepida. Lessarli in acqua leggermente salata; nel frattempo squamare il pesce e cuocerlo in acqua anch'essa salata. Quando tutto sarà cotto, sistemare lo stoccafisso in un piatto da portata, contornato dai "bacilli".
Preparare l'intingolo: porre in una ciotola un po' di sale e il succo dei due limoni, l'aglio tritato, una macinata di pepe e l'olio sufficiente, emulsionare il tutto battendo a lungo con una forchetta. Irrorare il pesce e le fave; servire caldo.

 

 
 

Dalla rete



La cucina ligure: un sito ampio e articolato, che contiene, accanto a alcune pagine "teoriche" sulle tradizioni gastronomiche locali (con particolare attenzione alle aree dell'entroterra e del Savonese), cento ricette tipiche, una sezione sui vini liguri e una sull'olio, un test.

  La cuciniera ligure: un piccolo ricettario, dai primi (trenette al pesto e minestrone) ai dolci (castagnaccio e crema fritta.

 Ricette e cucina ligure: la presentazione è ruspante, ma anche qui si trovano diversi piatti interessanti della tradizione ligure, dalla galletta dei marinai all'imbrogliata di carciofi.

 Pesto-net: addirittura un net per celebrare il condimento ligure più famoso nel mondo che - attenzione! - non va MAI preparato con il basilico troppo profumato a foglia larga ("sa di mentuccia!!" dicono con aria di spregio i vecchi genovesi), ma con il mitico, e ormai quasi estinto, basilico di Prà. 

 Pestogenovese.com: anche qui, lo dice il nome, il protagonista del sito (per lo più di e-commerce, ma ben "apparecchiato") è , il pesto. Ma accanto al pesto, il sito propone anche pagine sulla pasta, sui vini, sui dolci, sull'olio e perfino su due prodotti "protetti", la patata quarantina e l'aglio rosso di Vessalico.


 

  In libreria

Renzo Bagnasco, Nada Bagnasco Boccalatte, La cucina ligure. Piatti di ieri. Ricette di oggi, SAGEP, Lire 40.000

Paolo Lingua, Silvio TorreLa cucina del Ponente ligure. Storia, leggende e 'Ricettario filologico', De Ferrari, Lire 36.000

Maria Luisa Bonino, Odor di basilico. Le autentiche ricette della cucina ligure, Erga, Lire 20.000 

Franco AccameMandilli de saea. Lasagne, pesto, buridda e 97 altre delizie liguri, De Ferrari, Lire 25.000 

A. Molinari Pradelli, La cucina ligure, Newton Compton, Lire 30.000

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