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Antoni Gaudì |
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Il
2002 è stato dichiarato Anno Internazionale Gaudí.
L’architetto e designer Antoni Gaudí i Cornet fu una della figure più importanti del movimento Art Nouveau
in Spagna, e i suoi interventi sulla città di Barcellona hanno contribuito
alla creazione di alcuni degli edifici più caratteristici del paesaggio
urbano della città catalana. Nel suo campo, Gaudí fu un vero
pioniere, e si servì del colore e del movimento in modi innovativi
ed emblematici, come dimostrano esempi del suo lavoro come il Parco Guëll,
casa Battlló e la celebre, e visitatissima, Sagrada Familia.
Antoni Gaudí i Cornet nacque nel 1852 a Reus, nelle vicinanze di Tarragona. Studiò a Reus e a Barcellona e sin dal 1869 si interessò di restauro, collaborando con vari architetti spagnoli e studiando l’opera di Viollet-le-Duc. Del 1878 è la sua prima costruzione, la casa Vincens a Barcellona, in cui già si notano il suo amore per le architetture gotiche e moresche e il suo gusto per l’esuberante decorazione, ancor più evidenti nella successiva costruzione, il palazzo Guëll (1885-1889), anch’ esso a Barcellona, grandioso complesso, oggi in parte modificato. (Continua) |
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Antoni Gaudí fu, insieme agli architetti belgi Victor Horta e Henry van de Velde e allo scozzese Charles Rennie Mackintosh, uno dei maggiori rappresentanti del movimento chiamato Art Nouveau. L’Art Nouveau Gli anni di passaggio dall'Ottocento
al Novecento sono contrassegnati da una crisi profonda. Da un lato prosegue
l'ottimistica fede nel progresso scientifico, che appare inarrestabile
e tale da portare a soluzione ogni problema umano. D'altro canto però
ci si rende conto che questa "felicità" universale è solo
apparente. Se la borghesia al potere è ricca, lo è sfruttando
il lavoro delle classi subalterne, costrette a lottare per conquistare
una migliore qualità di vita. E il progresso tecnico non è
necessariamente legato al processo dell'umanità, anzi rischia di
meccanizzare l'uomo uccidendone la spiritualità, cosicché
sarà necessario, invece che considerare la tecnica come fine a se
stessa cercare un "supplemento d'anima". È questa una delle aspirazioni
di quella corrente culturale, che si manifesta dapprima e soprattutto in
Francia, detta "decadentismo".
È in questo clima decadente che nasce e si diffonde in tutta Europa
il movimento detto Art Nouveau nei paesi di lingua francese, Modern style
in Inghilterra, Modernismo in Spagna, Jugendstil in
Germania,
Liberty o Floreale in Italia. Dal punto di vista sociologico
l'Art Nouveau è un fenomeno
nuovo, imponente, complesso che dovrebbe soddisfare quello che
si crede essere il "bisogno d'arte" della comunità intera. Interessa
tutte le categorie del costume: l'urbanistica di interi quartieri, l'edilizia
in tutte le sue tipologie, l'arredamento, urbano e domestico, l'arte decorativa
e figurativa, la suppellettile, l'abbigliamento, l'ornamento personale,
lo spettacolo. Per il modo in cui si diffonde è una vera e propria
moda: nel senso e con tutta l'importanza che la moda assume in una società
industriale anche economicamente. È il gusto della borghesia moderna,
spregiudicata, entusiasta del progresso industriale, che considera un suo
privilegio intellettuale, a cui corrispondono anche responsabilità
sociali.
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Il
Parco Guëll
Una delle questioni più
dibattute nel Novecento è quella dell’unità o della distinzione
delle arti: se cioè le arti siano tecniche diverse con cui si realizza
un valore unico e supremo, l’arte, o se ciascuna di esse realizzi valori
distinti. Il problema è connesso con quello del rapporto delle tecniche
artistiche con la tecnologia del tempo e con quello della funzione dell’arte
nel mondo attuale. Nell’Art Nouveau prevale generalmente la tesi idealistica
della dipendenza di tutte le arti, anche per Gaudì: ma con la differenza
che l’unità è, piuttosto, unione.
(da Fausernet) |
| La
Sagrada Familia
Il monumentale edificio del Temple Espiatori de la Sagrada Familia è l’opera più famosa di Gaudí, e più rappresentativa del suo genio, tanto da convertirsi negli anni in uno dei simboli più famosi di Barcellona. Il cantiere della chiesa aprì nel 1883, sul sito di un progetto neogotico precedente, e Gaudí vi installò il suo studio e praticamente vi si trasferì. L’artista catalano dedicò alla costruzione della Sagrada Familia, che doveva incarnare la sintesi del suo pensiero architettonico, tutta l’ultima parte della vita, profondendovi il suo spiccato sentimento religioso. Dopo la morte di Gaudí, nel 1926, i lavori continuarono, ma dovettero interrompersi negli anni della Guerra Civile Spagnola. Nel 1936, le note e gli appunti originari di Gaudí andarono perduti nel corso di un bombardamento. La costruzione dell’opera riprese nel 1952, e nel mondo dell’architettura si aprì un accanito dibattito sulla validità dei disegni e delle maquettes utilizzate per proseguire i lavori. Il progetto originario prevedeva tre facciate rispettivamente dedicate alla nascita, crocifissione e risurrezione di Gesù, e 18 torri destinate a rappresentare, oltre alla figura del Cristo, i dodici Apostoli, i quattro Evangelisti, e la Vergine Maria. L’unica facciata ultimata personalmente da Gaudí è quella della Natività, sul lato est mentre quella della Passione ad ovest, con le sue quattro torri, venne portata a termine tra il 1954 e il 1976. Nel 1987 lo scultore Josep M. Subirachs si unì al progetto. Oggi, il cantiere della Sagrada Familia è un sito di grande attrazione turistica, completato da un piccolo Museo, dove vengono illustrate ai visitatori le varie fasi, presente e future, della costruzione della cattedrale. Senza contare che dalle torri già ultimate si gode una bellissima vista di Barcellona.(Da Op.net. Il sito è in inglese) |
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| Dalla
rete |
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Punto
di partenza obbligato – almeno nel 2002! – per una navigazione che si rispetti
dedicata al genio dell’Art Nouveau è il sito Gaudí
2002 Barcelona: in inglese, spagnolo e naturalmente catalano, propone
oltre alle sezioni dedicate alla vita e al pensiero dell’architetto, una
ricca Gauditeca, una bacheca di ultime notizie per scoprire se a New York
è uscita una nuova monografia su Casa Batlló e percorsi “gaudenti”
in bus in giro per Barcellona. Il tutto condito da un’animazione Flash
con frasi celebri di e su il celebre catalano.
Anche Reus, la città natale di Gaudì, dedica un sito al più famoso dei suoi figli in occasione dell’Anno Internazionale Gaudì. In inglese, spagnolo e catalano. Da segnalare anche il Gaudí Club, intraprendente sito che offre agli imprenditori la possibilità di personalizzare i propri prodotti con l’inconfondibile Gaudí Touch. Ma non manca di segnalare come il Vaticano abbia avviato le pratiche di beatificazione dell’artista. In inglese, spagnolo, catalano e giapponese. Un sito ricchissimo dedicato alla Sagrada Familia. Possibilità di scegliere tra la versione con immagini e quella solo testo. A cura della Junta Costructora della cattedrale, del Politecnico di Catalogna e della Deakin University of Australia. L’”intervista impossibile” di Ugo Gregoretti ad Antoni Gaudí dalle Lezioni di design di Rai Educational. Per un approccio scanzonato alla materia. |
| In libreria | |
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Antoni
Gaudí, Idee per l’architettura. Scritti e pensieri raccolti dagli
allievi, Jaca
Book 1995, €. 22,72
Juan J. Lahuerta, Antoni Gaudí (1852 – 1926), Electa, €. 82,63 Claudio R. Fantone, Il mondo organico di Gaudí, Alinea 1999,€. 49,06 Joan Bergos i Masso, M. Antonietta Crippa, Gaudí. L’uomo e l’opera,Jaca Book 1999, €. 82,63 Barcellona. Gaudí e il percorso del modernismo,Gribaudo 2001,€. 7,70
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