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Antonio Spadaro

Carver. Un'acuta sensazione di attesa
Edizioni Messaggero 2002
pp. 110 € 9,50

 

 

 

"La vera via passa sopra una corda che non è tesa a grande altezza ma appena al di sopra del terreno. Sembra fatta più perché la gente vi inciampi che non perché vi cammini sopra".
Franz Kafka



Antonio Spadaro
su Raymond Carver

L'autore

Antonio Spadaro, nato a Messina nel 1966, è gesuita dal 1988. Laureato in filosofia, diplomato in comunicazioni sociali e dottore di ricerca in teologia, è professore incaricato presso il Centro di comunicazioni sociali (CICS) della Pontificia Università Gregoriana di Roma. Fa parte della redazione della rivista «La Civiltà Cattolica» per la quale scrive regolarmente saggi di letteratura, ed è collaboratore di varie altre riviste.
È autore di diverse pubblicazioni di critica letteraria. È ideatore e animatore dell'associazione Bombacarta, laboratorio reale e virtuale di scritture creative, della rivista elettronica Gas-O-Line e del gruppo SudCreativo.

Il testo di copertina
 
Raymond Carver (ClatsKanie, USA 1938 - Port Angeles, USA 1988) è un grande scrittore americano, qualcuno lo ritiene un «classico del Novecento» le cui opere vengono classificate come «narrativa di culto». Da molti è considerato il padre del «minimalismo», cioè del modo di pensare l'arte dello scrivere in termini di essenzialità espressiva, di intrecci che si sviluppano in piccole scene di vita quotidiana e di contesti di ambiente che rigettano i grandi spazi aperti del romanzo americano classico, preferendo gli interni domestici.
Ricostruire il volto di Ray, come lo chiamano amici e cultori, significa attraversare un'esperienza biografica bruciante e travagliata e nello stesso tempo ordinaria, che sa diventare artistica attraverso i semplici materiali della vita quotidiana.
Carver nei suoi primi scritti si presenta con uno stile asciutto e capace di entrare nella drammaticità del quotidiano per approdare, nei testi successivi e più autentici, a un'apertura alla speranza e alla comunicazione. Ma è nella poesia la radice profonda della sua ispirazione letteraria: uno spaesamento esistenziale, la paura della morte, il bisogno di comunicare in modo sincero, di essere amato e salvato.
Accostarsi alla letteratura di Carver significa comprendere come la letteratura sia una reale questione di vita o di morte.



L'incipit

"Mi interessa la poesia che parla di grandi questioni,
questioni di vita e di morte, sì,
e la questione di come stare al mondo"
(Raymond Carver)

Raymond Carver è un grande scrittore. Dire "grande" significa dare un giudizio di valore. E lo diamo senza problemi. Qualcuno l'ha definito un "classico del Novecento". Le ragioni del suo successo non sono quelle dei best-seller di stagione. Ma vivono nello spazio delle tensioni fondamentali di una vita umana, fatto di "caldo sangue e nervi", come scriveva Checov, uno tra più amati da Carver. In queste pagine cercherò di mettere in rilievo lo stile asciutto, la drammaticità del quotidiano che alimenta i suoi primi racconti e l'apertura alla speranza e alla comunicazione che segna invece i testi successivi e più autentici. Con Carver la realtà quotidiana non è solo il luogo dove si svolgono le vicende, ma è la vera protagonista delle storie..


La recensione

I misteri (non minimalisti) di Carver svelati da Spadaro
di Luca Doninelli

[...] Di padre Spadaro ho letto in questi giorni un eccellente libretto (Carver. Un'acuta sensazione di attesa) dedicato ad uno dei massimi scrittori del Novecento, quel Raymond Carver che, negli anni Ottanta, divenne noto come "padre del minimalismo" la corrente che fu resa famosa, in seguito, dai vari McIrney, Leavitt, Ellis. Questa erronea collocazione contribuì al modesto succeso di Carver in Italia in quesgli anni. E se l'interesse per il grande scrittore rinacque con il film di Altman "America oggi", ispirato ai suoi racconti, è stata la casa editrice minimum Fax, qui da noi, a farsi carico, con un piano di pubblicazione molto intelligente, della sua riedizione italiana: che più che una riedizione è una prima edizione.
In questi vent'anni molte cose nuove si sono sapute di e intorno a Carver, e la sua immagine è cambiata. Alla vitrea disperazione che gli si attribuiva si è sostituita una pietà magnanima che lo fotografa in maniera più giusta e defintiva. Leggendo Carver, si ha cioè l'impressione di uno sguardo lucidamente positivo sulla realtà [...].
Spadaro coglie alla perfezione questa dimensione profonda, misteriosa in uno scrittore che ha sempre cercato di raccontare la minutaglia della vita quotidiana. Dimensione che non si riduce ad un'attitudine mistica sui generis, ma ha le radici in un mondo in cui la Bibbia costituiva una consuetudine mentale - a prescindere dal fatto (al quale mi ostino a non attribuire molta importanza) che Carver fosse credente o no. [...]

(tratto da "Il Giornale" - 20 marzo 2002)

 

Dalla rete

Antoniospadaro.net: la home-page personale dello stesso Spadaro. Il sito riporta tutte le numerose attività ed interessi di Spadaro critico-autore-insegnante. Tra tutte si distingue naturalmente la sezione dedicata a Carver.

Antoniospadaro.net/carver: una serie di informazioni sul libro di Spadaro ma soprattutto quello che è sicuramente il più completo indice italiano di risorse web dedicate a Carver: un'elenco di siti di critici e appassionati carveriani dall'Italia agli Usa, dal Giappone alla Turchia.

New York Times: Carver: l'indice di tutte le interviste e le recensioni dedicate a Carver dal N.Y. Times.

Minimum Fax: la casa editrice che ha avuto il merito di rilanciare l'opera di Carver in Italia.

Da dove sto chiamando: una scheda libro dal nostro catalogo con il video dell'intervista a Riccardo Duranti, il traduttore italiano di Carver.

In libreria
A che cosa «serve» la letteratura?
ElleDiCi - La Civiltà Cattolica, 2002

A che serve leggere un romanzo o una raccolta poetica? Anzi: a cosa «serve», in generale, la letteratura? Che farsene di parole scarse, e forse senza sole (S. Penna) o di qualche storta sillaba e secca come un ramo (E. Montale)? E' tutto qui il senso e il peso specifico della letteratura? Sarebbe essa dunque del tutto inabile ad aprire l'orizzonte verso mondi di significato? In realtà, se non si confronta con le tensioni radicali di una vita umana, la letteratura non «serve» a molto. Se un'opera di poesia o di narrativa non tocca queste tensioni è come un «cembalo che tintinna».
Lontano dentro se stessi. L'attesa di salvezza in Pier Vittorio Tondelli
Jaca Book, 2002.
A dieci anni dalla scomparsa di Pier Vittorio Tondelli (1955-91) la sua Opera è già stata inserita tra i «classici» della letteratura. Anche a prescindere dall'interrogativo sul senso della sua classicità, la narrativa tondelliana appare di robusto spessore, intensamente legata com'è ai nuclei vitali di una vita aperta in maniera complessa alla trascendenza.

 

Laboratorio 'Under 25'. Tondelli e i nuovi narratori italiani, Diabasis, 2000

 

Una rivisitazione del progetto tondelliano 'Under 25', che ebbe un ruolo centrale nella promozione della scrittura giovanile degli anni Novanta. Un progetto collettivo in cui la dimensione di scambio era vissuta "a distanza" attraerso lettere e invio di manoscritti. Spadaro rovista questo materiale e lo suddivide in tre nuclei tematici: inquietudini della formazione, cifre dell'esistenza, scritture di provincia e periferia.

Pier Vittorio Tondelli. Attraversare l'attesa, Diabasis, 1999
Un saggio sulla vita e l'attività artistica di Tondelli.

Lo sguardo presente. Una lettura teolgica di "Breve film sull'amore" di K. Kieslowski, Guaraldi, 1999

Un saggio per osservare l'opera del regista polacco con un "cineocchio" teologico. L'intero volume è disponibile gratuitamente in formato elettronico sul sito di Guaraldi Editore.

Antonio Spadaro ha anche curato:

Radio on. Tra le colonne sonore degli anni '90, Giannini, 1996
Tracce profonde. Il viaggio tra il reale e l'immaginario, Città Nuova, 1993



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