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Cesare Zavattini |
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Ricorre
quest'anno il centenario dalla nascita di Cesare Zavattini. Nato a Luzzara
nel 1902, grande umorista e sceneggiatore cinematografico di genio,
talento smodato e incontenibile, Zavattini verrà ricordato per tutto
il 2002 con mostre e iniziative di vario genere: in particolare, il Museo
d'Arte delle Generazioni del '900 "G. Bargellini" di Pieve di Cento dedica
al multiforme artista l'esposizione Zavattini e la pittura, mentre
la casa editrice Guanda, di cui si festeggiano sempre in questo 2002 i
settant'anni d'attività, pubblica gli scritti giovanili di Zavattini.
Dite
la vostra , con una introduzione di Valentina Fortichiari. Il volume
raccoglie "raccontini, recensioni, numeri unici di riviste, polemiche feroci
e dibattiti".
La vita Nasce a Luzzara (Reggio Emilia) il
20 settembre 1902. Dopo la licenza liceale, si iscrive alla facoltà
di legge a Parma, e nel 1923 entra come istitutore nel collegio Maria Luigia.
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| Chi
fu Zavattini?
“Cesare Zavattini, che fu l'anima e il cervello del neorealismo cinematografico italiano, non era affatto uno scrittore realista. Fu il campione, piuttosto, d'una sorta d'imprevedibile fantasy italiana, strapaesana e populista. Sceneggiò Sciuscià e Ladri di biciclette, le icone stesse del cinema neorealista nudo e crudo, ma scrisse anche la sceneggiatura d'un classico fumetto italiano degli anni trenta, il fantascientifico Saturno contro la Terra, un apocrifo di Flash Gordon disegnato da Giovanni Scolari. E fu da un suo romanzo per ragazzi, Totò il buono, da cui De Sica trasse un film straordinario e ormai semidimenticato, Miracolo a Milano, una delle favole più inquietanti e tormentose mai stampate su pellicola. Fu presidente dell'associazione Italia-Urss e Premio Lenin, fece il tifo per Fidel Castro e per le miserie estetiche del realismo socialista, ma tra le sue sceneggiature migliori c'è un altro film, a sua volta semidimenticato, Il giudizio universale , sceneggiatura vasta e abissale, tra l'Hollywood perduta di Chaplin e Buster Keaton e l'arte conturbante degli ex voto”. Da Za, ovvero l’anima dell’Italia che ride, di Diego Gabutti, su IlNuovo.it
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Io
sono di Luzzara!
"Quando
arrivo da fuori, appena tocco questa mia zona natale, comincio senza accorgermene
a parlare in dialetto.
"Circa quarant'anni fa, a scuola il
mio professore leggeva in una lettera latina del Petrarca che lui passò
da Luzzara,
"Per me invece l'ora più bella di Luzzara è mezzogiorno e prima del tramonto, la piazza dal quasi silenzio cambiaa tutto un suono di campanelli di biciclette che dura quasi un quarto d'ora, perché quelli che staccano dal lavoro passano a dare un'occhiata in piazza, le ragazze scappano di casa con la bicicletta e attraversano il paese suonando il campanello per farsi vedere, e i ragazzi saltano sulla bicicletta e gli corrono dietro." "Credo che l'essermene allontanato spesso abbia creato in me quel complesso dell'emigrante per cui il bisogno del ritorno è crescente e il luogo diventa perfino un miraggio, il solo punto, anche se fittizio, nel deserto" "Appoggiato a una colonna dei portici luzzaresi dopo mezzanotte, parlando di niente, coi miei compaesani, a poco a poco mi lasciavo scivolare giù col sedere per terra sul fresco del marciapiede e il vestito che finalmente si impolverava. Andate adagio, dicevo alle ore, semplicemente per godere il passaggio delle flottiglie di bicicletta nella notte e la minaccia di un temporale..." (dalla pagina Luzzara, il paese natale di Zavattini ) |
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Il
giovane Zavattini
Su Simonel.com, Luciano Simonelli estrae dal suo Diario del Novecento il testo di una lunga intervista in tre giorni con Cesare Zavattini avvenuta a Genzano nel maggio del 1974. Ore e ore di conversazione davanti a un registratore, di cui riportiamo l'inizio: «Sul tavolo
di lavoro ho pochi oggetti: il calamaio, la penna, alcuni fogli di carta,
la mia fotografia. Che fronte spaziosa! Cosa mai diventerà questo
bel giovane? Ministro, re?
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Ma
sempre misteriosamente amato (Zavattini su Dante e un paio di altre
cose)
In occasione del centenario, Cinematografo.it
dedica a Cesare Zavattini un ricco speciale con approfondimenti sulla vita,
filmografia e teatrologia essenziale, disegni e autografi, oltre ad alcune
trascrizioni di interviste rilasciate da Za al critico cinematografico
Giacomo Gambetti, esperto della sua opera ed autore, per l'Ente dello Spettacolo
editore, di Zavattini mago e tecnico.
"Zavattini: Accadde poi che dopo qualche
articolo me ne hanno fatto fare un altro, sulla Gazzetta di Parma...
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| Dalla rete | |
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Il
Comune di Luzzara, il paese dove Zavattini nacque, rende omaggio al suo
cittadino piú famoso, nel centenario della nascita, con la mostra
23giorni1anno1secolo,
dal 23 settembre al 13 ottobre 2002. Come recita il bando della manifestazione:«Dall'opera
di Cesare Zavattini ad un secolo di storia, al nostro presente. È
questa la traccia di un progetto pluriennale che nel 2002 troverà
il suo concreto punto di partenza. Cosa significa innanzitutto partire
da Zavattini? Significa prendere spunto dalle sue opere letterarie, cinematografiche,
pittoriche, di carattere critico, per offrire una rilettura di un significativo
periodo della storia italiana, ed in particolare di quelle condizioni sociali,
culturali, economiche e politiche dalle quali quelle opere hanno tratto
spunto. Rivedere ad esempio film come Ladri di biciclette o Miracolo
a Milano, e a partire da quel modo di leggere la realtà, di
interpretarla, mettere a fuoco le peculiarità della società
di oggi, e verificare in quale modo esse trovino risonanza nel Cinema o
nel mezzo televisivo. Allargare questo approccio alla dimensione letteraria,
pittorica, teorica, critica e politica, imbastendo un vero e proprio viaggio
nelle opere che Cesare Zavattini ha lasciato con l'obiettivo di raggiungere
due grandi traguardi: ridare visibilità almeno nazionale al personaggio
Zavattini ed al valore della sua opera; avviare un percorso che porti ad
una forte attualizzazzione della sua lezione culturale ed etica. Con questa
manifestazione non si intende insomma glorificare Cesare Zavattini e poi
abbandonarlo a se stesso, ma anzi aprire una lunga stagione di iniziative
per ragionare su grandi temi di vocazione zavattiniana: i "modelli della
comunicazione" e la "trasversalità delle idee e dei linguaggi"».
Per saperne di piú, clicca sul sito del Museo
Nazionale delle Arti Naives Cesare Zavattini (Via Villa
Superiore 29, 42045 Luzzara, Tel. 0522.977283 fax 0522.224830), o manda
una email a artenaif@tin.it
Sarebbe piaciuta a Zavattini : un'intervista a Guido Conti, curatore di Dite la vostra, raccolta degli scritti giovanili di Za (all'interno del "portale del romanzo" InfiniteStorie.it ) L'Internet Movie DataBase dedica una pagina a Cesare Zavattini. Fra l'altro, l'attualità di questo grande sceneggiatore si misura anche dall'interesse che gli ha recentemente tributato Alfonso Arau con Il profumo del mosto selvatico, in originale AWalk in the Clouds (1995), che altro non è se non il remake di Quattro passi tra le nuvole (1942). E ancora a proposito di cinema (ma anche di varietà), divertente il ricordo Totò visto da Zavattini |
| In libreria |
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Il
2002 saluta l’attualità di Cesare Zavattini con una pubblicazione
dell’arzillissima settantenne Guanda, Dite la vostra. Scritti
Giovanili; mentre Bompiani, che negli anni Trenta pubblicò il
primo romanzo di Za, Parliamo tanto di me, ha presentato nel 2001
le Opere 1931-1986.
E proprio Parliamo tanto di me è stato ripubblicato, sempre da Bompiani, nel 1999, e nel 1996 Il banale non esiste. Bulzoni, nel 2000, fa uscire Come nasce un soggetto cinematografico. Monologo in due tempi, mentre alle iper-raffinate edizioni di Franco Maria Ricci si deve Toni. Antonio Ligabue raccontato da Cesare Zavattini, un libro che porta anche la firma di Marzio Dall’Acqua. Nel 1996 escono per Editori Riuniti le Cronache da Hollywood, nel 1994 sempre per Bompiani Totò il buono. E infine, una chicca, Zavattini by Zavattini: per la casa editrice Bora esce nel 1997 il volume Le opere e i giorni di Cesare Zavattini. Giornalismo, letteratura, cinema, firmato dal maestro del neorealismo insieme a Renato Barilli e Renato Pasini. |
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