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Di Alda Merini so
no note soprattutto la produzione poetica e quella in prosa, mentre
la sua attività aforistica, affidata a piccole edizioni
fuori commercio in tirature esemplari, è conosciuta solo
da pochi fortunati lettori, La sua ispirazione sintetica
e il gusto estremo per l'oralità l'hanno portata con il
passare del tempo dalla poesia a testi in prosa di misura breve
e come esito finale all'aforisma. E ricchissima è ad oggi
questa sua frequentazione. Ecco dunque raccolto, per la prima
volta, il meglio di un genere che in questi ultimi anni Alda Merini
ha esercitato con entusiasmo e autentica maestria in un volume
superbamente illustrato dai disegni di Alberto Casiraghi, l'amico
poeta-editore che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con
i suoi minilibri Pulcinoelefante questa nuova verticalissima
vocazione. Una silloge insieme magica e crudele, appassionata
e tagliente, ispirata e assoluta di microtesti e versi destinati
a tenerci compagnia nel tempo.
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Alda Merini nasce a Milano
il 21 marzo 1931. Della sua nascita dice:
Sono nata il ventuno
a primavera
ma non
sapevo che nascere folle,
aprire
le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
Ha esordito giovanissima,
a soli sedici anni, sotto la guida di Angelo Romanò e Giacinto
Spagnoletti. Nel 1947 si manifestarono i primi segni della malattia
mentale che nel 1965 la porterà ad un doloroso internamento manicomiale
fino al 1972. Nel 1953 sposa Ettore Carniti da cui ha due figlie:
Emanuela e Flavia. Dopo vent'anni riprenderà a comporre versi,
scrivendo le sue opere più intense (tra cui ricordiamo La
terra santa). Rimasta vedova nel 1983, sposa due anni dopo il poeta
tarantino Michele Pierri, nella cui città si trasferisce. In
questi anni conosce l'orrore del manicomio di Taranto. Rientrata a Milano
nel 1988, riprende a pubblicare. A questo periodo appartengono, tra
le altre, le opere: Testamento, Vuoto d'amore, Ballate non pagate,
Fiore di poesia. negli ultimi anni Alda Merini si è anche
dedicata alla prosa, per esempio: L'altra verit. diario di una diversa;
Il tormento delle figure; Le parole di Alda Merini; La pazza della porta
accanto. Nel 1993 le è stato assegnato il Premio Librex-guggenheim
"Eugenio Montale" per la Poesia; nel 1996 il Premio Viareggio; nel 1997
il Premio Procida- Elsa Morant e nel 1999 il Premio della Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Settore Poesia
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